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Le Landzette ovvero il Carnevale della Coumba Freida

IL CARNEVALE DELLA COUMBA FREIDA

Il Carnevale della Valle del Gran San Bernardo detto anche della Coumba Frèida per via del rigido clima che contraddistingue questa vallata è tra i più vivaci e colorati della Valle d’Aosta.

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foto www.lovevda.it

Il Carnevale della Coumba Freida è citato già nel lontano 1467 a Saint Rhémy en Bosses e secondo la tradizione era nato in occasione del matrimonio di due anziani del villaggio che sentendosi un po’ in imbarazzo avevano deciso di vestirsi in maniera inusuale. L’attuale versione del Carnevale si rifà invece alle uniformi delle truppe napoleoniche. Perché proprio Napoleone? Perché Napoleone nel lontano maggio 1800 passò proprio lungo la vallata per raggiungere Aosta e da lì la Pianura Padana nella famosa Campagna d’Italia, venne è però fermato per ben 15 giorni dalle truppe austro-piemontesi stanziate al castello di Bard… ma questa è un’altra storia!

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foto di Maria Grazia Schiapparelli

 

 

Torniamo a noi… La mascarada, ovvero la sfilata in maschera, è itinerante e si sposta di villaggio in villaggio, di casa in casa dove viene accolta in maniera festosa e dove spesso trova la patchocada, ovvero una pietanza fatta di uova sbattute con zucchero, vin e caffè. Spesso inoltre le famiglie danno dei doni in cibo alle maschere, soprattutto le uova che erano simbolo di vita e rinnovamento.

In tutta la Valle del Gran San Bernardo, ma soprattutto a Etroubles, Saint Rhémy en Bosses e Saint Oyen i festeggiamenti iniziano il giovedì e terminano il martedì grasso con uno spettacolare falò in cui viene bruciato un fantoccio di paglia e stracci, personificazione del Carnevale.

IL CARNEVALE DELLA COUMBA FREIDA: LA SFILATA

Nel caos apparente del Carnevale, la mascarada ha però un suo preciso ordine:

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foto www.lovevda.it

Le guide (la guida) in testa al gruppo col volto barbuto, coperto da occhiali ed un grande cappello cilindrico  (simboli di autorità) annuncia l’arrivo del gruppo sventolando il vessillo.

Seguono i suonatori con fisarmonica, sassofono ed un particolare strumento a percussione; dietro di loro il diavolo cornuto che brandisce un forcone e suona i tanti campanelli cuciti sul suo costume.

Segue poi l’Arlequeun (arlecchino) dal costume multicolore e con in testa un cappello cilindrico con tanti nastri; accanto a lui le Demoisella, la sua compagna che distribuisce caramelle.

Seguono le colorate Landzette ovvero una ventina di personaggi col costume napoleonico di velluto con spalline, in testa la feluca con la punta in avanti, sul viso una maschera (Vesadjie in dialetto) in cartone (che ha sostituito la corteccia di legno). Le Landzette sventolano la cava, ovvero una frusta di crine di cavallo ed alla cintura tintinna un sonaglio di mulo. I costumi odierni esasperano l’immagine dell’uniforme e sono arricchiti da perline e paillettes (fino a 30000 per ogni costume!). Una volta il costume era fatto  di una stoffa di cotone molto pesante detta matie, oggi è stato sostituito dal velluto. Il Costume, ricamato e cucito a mano, si compone di pantaloni, gilet, camicia, giacca a coda di rondine, cintura e cappello. Durante la sfilata questi danzano mettendosi a cerchio ed interagiscono col pubblico astante.

Seguono la sfilata il Toque (il pazzo) e la Toquée (la pazza), due vecchi grossolani e volgari intenti a bisticciare. Lei armata di scopa, la usa per punire il marito che col suo bastone solleva la gonna alle ragazze…

Concludono l’Ours e lo Dompteur ovvero l’orso e il domatore, il primo insegue donne e bambini mentre il secondo cerca invano di domarlo.

Al termine del corteo, ma solamente a Saint Rhémy en Bosses,  troviamo il medico e l’infermiera con il curato che rammentano al pubblico che oltre le cure fisiche devono affiancarsi anche quelle spirituali.

I SIGNIFICATI DEL CARNEVALE DELLA COUMBA FREIDA

La Festa del Carnevale è legata al grande esorcismo dell’avvicendarsi delle stagioni e alla rinascita della natura con l’esplosione di colori e di addobbi nei costumi dopo le lunghe e buie notti invernali. Si tratta di una festa dove sacro e profano si uniscono tra tradizione e leggenda unendo il risveglio delle stagioni con la storia reale.

Tutti i personaggi sono emblematici e carichi di significato come ad esempio l’orso che rappresenta la fecondità e l’uscita dal letargo oltre che l’istinto animale che il domatore, ovvero la ragione, inutilmente cerca di domare.

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Anche i costumi sono un’allegoria. I fiori cuciti sugli abiti rappresentano la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera; i nastri simboleggiano i raggi del sole, gli specchietti sono l’anello di comunicazione tra il mondo terreno e quello celeste, il colore rosso predominante è simbolo di vigore, il nero rappresenta l’inverno, mentre il bianco la primavera. Tutti gli altri colori (verde, azzurro, arancione..) riprendono i colori dei fiori e della natura. Infine il fracasso di campanelli e sonagli servono a scacciare gli spiriti malvagi. La coda di crine di cavallo rappresenta il vento che scaccia l’inverno e consente l’arrivo della primavera, ma ha anche la funzione di scacciare gli spiriti maligni.

 

Naturalmente il Carnevale rappresentava, e rappresenta, una grande festa popolare, un momento di gioia dopo il gelido inverno.

Ad Allein è stato allestito un interessante museo che parla proprio di questo carnevale: collocato in un pregevole edificio del XV secolo.

 

In questo video il Carnevale di Etroubles

Se vuoi conoscere anche le prelibatezze enogastronomiche della Valle del Gran San Bernardo clicca qui

 

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