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Il Castello di Cly: streghe e angherie alla Corte Challant

Tra signori prepotenti e streghe

 
Percorrendo la valle centrale, lo sguardo non può che posarsi sul bel castello di Cly, costruito su un promontorio nel comune di Saint Denis.
Per anni il castello è stato il rifugio fortificato di una signoria locale nota alle cronache per essere dei taglieggiatori e dei rapinatori!
 

 

Un feudo strategico

La posizione del castello è invidiabile: situato su una sorta di “panettone” roccioso a monte dell’abitato di Chambave, controllava il borgo sottostante e l’unica via di transito, ovvero la Strada delle Gallie. Da qui si potevano controllare gli abitati di Chambave, Nus, Quart fino alle porte di Aosta e dal Colle San Pantaleone il controllo si estendeva fino a tutta (o quasi) la Valtournenche.
Tutta la zona in epoca medievale era sotto il controllo della potentissima famiglia Challant, poi investiti dai Savoia nel 1212 delle Signorie di Chatillon e di Cly, che al tempo erano unite in un unico distretto giurisdizionale.
Lo stemma del casato si caratterizza per la presenza di tre lune e descritto come “D’argento, al capo di rosso, con il filetto di nero in banda, carico di tre mezzelune d’argento crescenti”.
 
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La signoria di Cly fu una delle più importanti della zona perché sotto il suo dominio erano comprese le zone collinari (Chambave, Verrayes Saint Denis) e l’intera Valtournenche (eccetto Chamois) e diverse terre nel vallese svizzero raggiungibili mediante i valichi della vallata. Un feudo incredibilmente vasto e strategico per il controllo di vie commerciali al tempo molto frequentate.
 

I Signori di Cly

Nel Trecento il castello di Cly divenne protagonista delle cronache grazie a la prepotenza di Bonifacio di Cly e del figlio Pietro, che si erano resi colpevoli di aggressioni ai mercanti in transito e ai feudatari vicini al punto che intervenne il balivo di Aosta e successivamente Amedeo di Savoia “il Conte Verde”.
Pietro di Challant-Cly si rese protagonista di atti poco consoni al suo rango: nel 1351 chiuse la porta in faccia ai commissari del conte di Savoia venuti per la “redditio castrorum” e si rifiutò di comparire in giudizio. Se la cavò poi con un’ammenda di 1400 fiorini per i delitti commessi tra cui rapine e violenze sulle pubbliche strade e sequestro di persona. Egli non volle mettere la testa a posto e fu giudicato in contumacia per aver ucciso due uomini sulla strada pubblica facendoli annegare nel Buthier. Pietro fu condannato, il castello assediato ed infine espugnato nel 1376.
Questo esproprio forse era solo un pretesto dei Savoia per avere il controllo diretto di una zona strategica, come avvenne anche per il feudo e castello di Quart.
 
Il feroce Pietro riuscì però ad accordarsi col conte di Savoia che in cambio del castello gli concesse il feudo di Chatel-Saint-Denis (in Friburgo, Svizzera) e ben 14.000 fiorini d’oro.
La signoria passò quindi sotto il dominio diretto dei Savoia e dopo vari passaggi di proprietà l’edificio fu abbandonato. Nel XVII secolo il castello venne in parte demolito per ricavare materiale da costruzione per il palazzo del Marchese Pietro Filiberto Roncas nel borgo di Chambave.
 
Ancora oggi intorno al maniero c’è come un’aura di mistero… si narra infatti che nelle segrete del castello sia stata imprigionata Johanneta Cauda, una strega che vi fu rinchiusa per 71 giorni, prima di essere bruciata sul rogo l’11 agosto 1428.
 

Struttura del castello di Cly

Il Castello di Cly appartiene ai cosiddetti castelli recinto costituiti da una torre centrale circondata da un’ampia cinta muraria che racchiudeva anche una cappella romanica, come il castello di Graines.
 
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Le indagini archeologiche hanno stabilito che il mastio sia stato realizzato nel XI secolo (probabilmente 1020). La torre a pianta quadrata e alta 18 metri era costruita sopra la roccia viva in modo da offrire una maggiore resistenza in caso di attacco tramite mine (che consistevano nello scavare un piccolo tunnel sotto le fondamenta della torre e nel farlo collassare all’improvviso).
La torre era divisa in tre piani e l’accesso era posto ad alcuni metri di altezza dal suolo. Inizialmente per accedere alla torre veniva usata una scala in legno, in seguito sostituita da una scala in pietra sorretta da un arco rampante, ormai crollata. Nel corso dei secoli la torre fu rimaneggiata come testimonia la presenza di una porta e di alcune finestre murate.
 
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La cappella, titolata a San Maurizio a pianta rettangolare con abside semicircolare, risalirebbe al 1075-76.
L’abside della cappella era affrescata, di questo però rimangono solo alcuni frammenti raffiguranti figure di angeli, santi ed evangelisti, come dimostrano alcuni disegni di Alfredo d’Andrade degli inizi del Novecento.
 
Nella parte più meridionale del rudere si trovano ancora i resti di alcuni edifici residenziali e di un corpo di guardia
Attualmente il castello è chiuso, è possibile vederne solo gli esterni.
 

Castello di Cly: dove si trova


 

Cosa vedere nei dintorni

Vicino a Saint Denis, a Marseiller nel comune di Verrayes si trova una casaforte risalente al XV secolo costruita da Giovanni Saluard, notaio e castellano di Cly. Nel 1423 Giovanni fece costruire sulle terre del villaggio un canale irriguo, il ru Marseiller, che attingeva l’acqua dalla Valtournenche, mentre nel 1441 fece erigere la cappella di San Michele. Per realizzare gli affreschi della casaforte e della appella commissionò i lavori a Giacomino d’Ivrea, artista molto attivo in quel periodo in Valle d’Aosta.
 

Ru Marseiller

Il Ru Marseiller è un canale irriguo i cui lavori di costruzione durarono una decina di anni e terminarono verosimilmente intorno al 1433, anno di ratifica da parte del Duca Amedeo VIII di Savoia dell’atto di infeudazione delle acque a favore degli abitanti di Verrayes e di Saint-Denis. Il canale era stato costruito per consentire l’irrigazione dei terreni nell’assolato versante di Verrayes e Saint Denis e controllate dal castello di Cly.
 
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Il percorso del canale è lungo circa 18 km e inizia su un versante piuttosto ripido nella Valtournenche e attraversa i Comuni di Antey-Saint-André, Saint-Denis e Verrayes.
La derivazione del ru è stata creata a partire dal torrente Marmore ad un’altitudine di circa 950 m e lo scarico terminale è situato in uno degli affluenti del torrente Crétaz, in prossimità del villaggio di Marseiller, a circa 800 m di altitudine.
 
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> Un itinerario tra le chiese romaniche affrescate da Giacomino d’Ivrea
 

Le foto nel testo sono del bravo fotografo Sergio Ziggiotto che ringrazio