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Castello di Fenis: La storia e gli affreschi di Giacomo Jaquerio

Il castello medievale per eccellenza

 
Il castello di Fénis situato poco lontano da Aosta è il castello più famoso e visitato della Valle d’Aosta e costituisce l’esempio più compiuto del castello medievale alpino.
 

 

La storia del castello di Fenis

La maggior parte dei lavori di costruzione che hanno portato il castello ad assumere l’aspetto attuale ebbero luogo tra il 1320 e il 1420 circa per volere di Aimone di Challant e di suo figlio, Bonifacio. Il castello costituiva la sede prestigiosa della potente famiglia Challant che mantenne il castello fino al 1716 quando per fare fronte ai debiti vendette il castello e il feudo di Fénis alla famiglia Saluzzo di Paesana. In seguito il castello passò in mano a diversi proprietari, fino al 1895 quando Alfredo d’Andrade lo acquistò e lo ristrutturò per poi donarlo allo Stato.
 

Il cortile del castello di Fénis

Una volta attraversato il portone di ingresso si viene accolti dal piccolo cortile caratterizzato da uno scalone semicircolare in pietra sul quale veglia un affresco raffigurante San Giorgio che uccide il drago liberando così la principessa. L’affresco, realizzato con grande realismo raffigura un San Giorgio idealizzato a cavaliere medievale nell’atto di uccidere il terribile drago.
In alto una schiera di saggi con dei cartigli riportanti motti e proverbi in antico francese dovevano un po’ fungere da educatori per i membri più giovani della famiglia Challant.
 
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Sul lato opposto del cortile troneggia un gigantesco San Cristoforo, protettore dei viandanti. L’affresco, realizzato verso la metà del Quattrocento da Giacomino di Ivrea su commissione di Bonifacio II era un santo molto diffuso e raffigurato lungo la Via Francigena e costituiva una sorta di buon auspicio per coloro che lasciano il castello alla volta di nuove avventure…
 

Gli interni del Castello di Fénis

Al pianoterra si trova no i locali comuni usati dalle guardie e dalla servitù: il corpo di guardia, il refettorio per la servitù e la cucina. Quest’ultima conserva un enorme camino dalla cappa altissima. Lo scopo di questa cappa era sicuramente quello di scaldare più piani usando un solo focolare.
Si raggiunge il primo piano mediante una scala ricavata nel mastio del castello. Al piano nobile ci accoglie una cucina, che all’epoca era riservata alla famiglia.
Usciti sul balcone sulla destra si aprono due stanze: la prima ospitava probabilmente la sala da pranzo dei Signori. Adiacente alla stanza una torretta di guardia affacciata sull’ingresso e dotata di feritoie consente di immedesimarsi in quei soldati che facevano la guardia al maniero…
 
La sala seguente, chiamata Sala di Giustizia per l’affresco cinquecentesco ritratto sul camino, conserva ancora oggi l’unica finestra trilobata trecentesca. Nel 1400 infatti, Bonifacio di Challant fa sostituire tutte le ventuno finestre trilobate realizzate dal padre Aimone con delle belle e ampie finestre a crociera, più confortevoli e più adatte ad una residenza di prestigio.
Ritornando sui nostri passi raggiungiamo il lato nord del castello dove visitiamo la stanza del signore. Ebbene sì il signore e la signora dormivano separati!
 
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Infine la cappella castrense. La cappella fu fortemente voluta da Bonifacio di Challant il quale affida la sua decorazione al maestro del gotico internazionale Giacomo Jaquerio, pittore di fiducia dei Conti di Savoia.
Nella cappella fa bella mostra di sé una Madonna della Misericordia che protegge sotto il suo mantello i membri laici e religiosi della famiglia Challant, guidati dalle due principali autorità laica e religiosa del tempo.
 
Il secondo piano, non visitabile, accoglieva le camere da letto della servitù e delle guardie.
I mobili presenti all’interno del castello non sono originali, ma sono stati acquistati in epoca fascista in maniera poco filologica con l’intento di realizzare qui il “Museo dell’ammobiliamento valdostano”. Nulla purtroppo però ci parla degli Challant, del castello o del medioevo.
 

Gli esterni del castello

Usciti dal portone di ingresso, ci ritroviamo nella lizza. Un giro intorno al corpo residenziale del castello consente di poter ammirare l’apparato difensivo fatto di feritoie, una doppia cinta muraria, caditoie e … di faccine scolpite sulle torri. Si tratta di facce apotropaiche, maschere magiche che nel corso dei secoli hanno protetto il castello dagli assedi!
 

Fantasmi nel castello

Ebbene sì, il castello di Fénis sarebbe infestato di un fantasma. La leggenda narra che al secondo piano del castello si aggiri lo spettro di un bambino… Il bimbo sarebbe stato ucciso dalla matrigna e il suo fantasma si passeggia tra le stanze spostando mobili e suppellettili.
 

Informazioni utili, orari e biglietti di ingresso

Orari: Da ottobre a marzo: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 Chiuso il lunedì
Chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio
Da aprile a settembre: dalle 9.00 alle 19.00, tutti i giorni
 
Intero: € 7,00
Ridotto: € 5,00 (comitive di almeno 25 persone paganti, studenti universitari, convenzioni specifiche).
Ridotto minori: € 2,00 (ragazzi di età compresa fra 6 e 18 anni, scolaresche).
Gratuito: bambini fino a 6 anni non compiuti, soggetti portatori di handicap in possesso della certificazione di cui alla legge 104/92 e loro accompagnatori, insegnanti e accompagnatori di scolaresche, in proporzione di 1 ogni 10 alunni.
 

 

Prenotazione e modalità di visita per i gruppi

I gruppi accompagnati da una guida turistica della Valle d’Aosta hanno i turni di visita riservati e garantiti, evitando inutili attese.
La prenotazione dell’ingresso è totalmente gratuita.
L’ingresso è contingentato ad un massimo di 30 persone alla volta. L’eventuale parte restante del gruppo deve attendere negli spazi esterni al castello.
Il sito è parzialmente accessibile ai disabili, a fini organizzativi si prega di darne preventiva comunicazione alla guida.
 
Prenota la visita guidata
 

BLOG

> I fantasmi che infestano i castelli della Valle d’Aosta
> Un tour per scoprire tre castelli medievali
 

Foto effettuate su concessione della Regione Autonoma Valle d'Aosta