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Il Carnevale della Coumba Freida

Il Carnevale più colorato della Valle d’Aosta

 
Il Carnevale della Valle del Gran San Bernardo detto anche Carnevale della Coumba Frèida per via del rigido clima che contraddistingue questa vallata è tra i più vivaci e colorati della Valle d’Aosta.
Le originali maschere e i simpatici personaggii vi travolgeranno con la loro allegria e la loro voglia di festeggiare la fine dell’inverno!
 

 

La storia del Carnevale delal Coumba Freida

Il Carnevale della Coumba Freida è citato già nel lontano 1467 secondo la tradizione era nato in occasione del matrimonio di due anziani del villaggio che sentendosi un po’ in imbarazzo avevano deciso di vestirsi in maniera inusuale.
 
Secondo un’altra interpretazione l’attuale versione del Carnevale si rifà invece alle uniformi delle truppe napoleoniche. Perché proprio Napoleone? Perché Napoleone nel lontano maggio 1800 passò proprio lungo la vallata per raggiungere Aosta e da lì la Pianura Padana nella famosa Campagna d’Italia.
 
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I suoi 40.000 uomini fecero danni e razzie, lasciando un ricordo indelebile alla popolazione che lo esorcizzò nei costumi carnevaleschi. Il grande generale francese venne è però poi fermato per ben 15 giorni dalle truppe austro-piemontesi stanziate al castello di Bard… ma questa è un’altra storia!
 

La sfilata

La mascarada, ovvero la sfilata in maschera, è itinerante e si sposta di villaggio in villaggio, di casa in casa dove viene accolta in maniera festosa e dove un tempo trovava la patchocada, ovvero una pietanza fatta di uova sbattute con zucchero, vino e caffè e ricevendo spesso dalle famiglie dei doni in cibo, soprattutto le uova che erano simbolo di vita e rinnovamento. Oggi invece si trovano frittelle, salumi, formaggi, torte, bevande e vino
 
Nel caos apparente del Carnevale, la mascarada ha però un suo preciso ordine:
 
Le guide (la guida) in testa al gruppo col volto barbuto ed un grande cappello cilindrico (simboli di autorità) annuncia l’arrivo del gruppo sventolando il vessillo.
 
Seguono i suonatori con fisarmonica, sassofono ed un particolare strumento a percussione; dietro di loro il diavolo cornuto che brandisce un forcone e suona i tanti campanelli cuciti sul suo costume.
Segue poi l’Arlequeun (arlecchino) dal costume multicolore e con in testa un cappello cilindrico con tanti nastri; accanto a lui le Demoisella, la sua compagna che distribuisce caramelle.
 
Chiudono la sfilata il Toque (il pazzo) e la Toquée (la pazza), due vecchi grossolani e volgari intenti a bisticciare. Lei armata di scopa, la usa per punire il marito che col suo bastone solleva la gonna alle ragazze…Concludono il corteo gli Orsi.
 
In alcuni carnevali della Valle del Gran San Bernardo, al termine del corteo troviamo il medico e l’infermiera con il curato che rammentano al pubblico che oltre le cure fisiche devono affiancarsi anche quelle spirituali.
 

Le Landzette

Al centor sfilano le Landzette ovvero una ventina di personaggi col costume napoleonico di velluto con spalline, in testa la feluca con la punta in avanti, sul viso una maschera (Vesadjie in dialetto) in cartone (che ha sostituito la corteccia di legno).
 
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Le Landzette sventolano la cava, ovvero una frusta di crine di cavallo ed alla cintura tintinna un sonaglio di mulo. I costumi odierni esasperano l’immagine dell’uniforme e sono arricchiti da perline e paillettes (fino a 30000 per ogni costume!). Una volta il costume era fatto di una stoffa di cotone molto pesante detta matie, oggi è stato sostituito dal velluto.
 
Il Costume, ricamato e cucito a mano, si compone di pantaloni, gilet, camicia, giacca a coda di rondine, cintura e cappello. Durante la sfilata questi danzano mettendosi a cerchio ed interagiscono col pubblico astante.
 
Oggi questo carnevale, festeggiato in tutti i comuni della Valle del Gran San Bernardo, apparentemente sembra sempre uguale ma in realtà sono tutti diversi. Solo a Saint-Rhémy-en-Bosses si trova la figura di Napoleone a cavallo, mentre ad Allein e Doues le Landzette indossano costumi unicamente di colore rosso.
 

I significati del Carnevale della Coumba Freida

La Festa del Carnevale è legata al grande esorcismo dell’avvicendarsi delle stagioni e alla rinascita della natura con l’esplosione di colori e di addobbi nei costumi dopo le lunghe e buie notti invernali. Si tratta di una festa dove sacro e profano si uniscono tra tradizione e leggenda unendo il risveglio delle stagioni con la storia reale.
Tutti i personaggi sono emblematici e carichi di significato come ad esempio l’orso che rappresenta la fecondità e l’uscita dal letargo oltre che l’istinto animale che il domatore, ovvero la ragione, inutilmente cerca di domare.
 
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Anche i costumi delle Landzette sono un’allegoria. I fiori cuciti sugli abiti rappresentano la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera; i nastri simboleggiano i raggi del sole, gli specchietti sono l’anello di comunicazione tra il mondo terreno e quello celeste, il colore rosso predominante è simbolo di vigore, il nero rappresenta l’inverno, mentre il bianco la primavera. Tutti gli altri colori (verde, azzurro, arancione…) riprendono i colori dei fiori e della natura. Infine il fracasso di campanelli e sonagli servono a scacciare gli spiriti malvagi. La coda di crine di cavallo rappresenta il vento che scaccia l’inverno e consente l’arrivo della primavera, ma ha anche la funzione di scacciare gli spiriti maligni.
 

Il Museo del Carnevale della Coumba Frèide

Ad Allein, in frazione Ayez, è aperta la Mèizoùn di Carnaval de la Coumba Frèida, museo dedicato al tradizionale Carnevale della valle del Gran San Bernardo.
Il museo, situato in una casaforte del XV secolo, propone un viaggio alla scoperta di questo caratteristico carnevale mettendo a confronto passato e presente con un allestimento fatto di documenti, foto, costumi e maschere.
 
QUI UN VIDEO GIRATO A SAINT RHEMY EN BOSSES:
 

 
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