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Manzetti: l’inventore del telefono

Come è nata l’invenzione del telefono

 
Se vi chiedessi “Chi ha inventato il telefono?” probabilmente rispondereste “l’americano Bell” o qualcuno direbbe “Meucci, prima di Bell”.
 
Invece no… il primo telefono fu inventato ad Aosta da un certo Innocenzo Manzetti (1826-1877), una sorta di Leonardo da Vinci “valdôtain”. Si perché Manzetti era un personaggio poliedrico, una mente brillante che inventò oggetti diversi come la macchina per fare la pasta oppure un suonatore di flauto, considerato il primo automa al mondo.
 

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Innocenzo Manzetti


 

 

Innocenzo Manzetti

Procediamo con ordine… Fin dal 1850 lavorò ad un oggetto innovativo che lo portò a presentare nel 1865 il primo telefono, molto prima dei più noti Meucci (1871) e Bell (1876).
Manzetti riuscì infatti a realizzare un apparecchio in grado di trasmettere la voce a distanza per mezzo dell’elettricità, questo apparecchio fu poi chiamato “télégraphe vocal” ed ebbe un eco mediatico sui giornali dell’epoca nel 1865.
Manzetti già il 27 settembre 1843 fece un primo esperimento: tramite due cappelli collegati all’estremità da un cavo riuscì a trasmettere la voce per 400 metri. Gli esperimenti continuarono e nel 1861 riuscì a trasmettere la voce fino a 2 kilometri di distanza.
 
L’anno della svolta fu il 1865, quando Manzetti presentò la sua opera al pubblico: il telefono era composto da due cornette elettromagnetiche unite tra loro da due fili elettrici conduttori e trasmettevano mediante l’elettricità le vibrazioni delle onde sonore prodotte dalla voce. Le télégraphe vocal era quindi diventato il telefono ovvero uno strumento che trasformava le onde sonore in impulsi elettrici provenienti da un punto emittente (cornetta) e li trasmetteva ad n punto ricevente (cornetta) e viceversa grazie al principio della induzione elettromagnetica.
 

La notizia fa il giro del mondo

La notizia dell’invenzione del telefono fu diffusa non solo ad Aosta, ma anche a New York dove l’Eco d’Italia nel 1865 diede risalto alla notizia che sembra fu letta da Meucci; il quale capì subito che ciò che aveva inventato Manzetti era molto simile alla propria invenzione ed in seguito Meucci stesso confermò la paternità dell’invenzione proprio al nostro Manzetti.
 

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Antonio Meucci


 
Nel 1871 Meucci depositò una prenotazione di brevetto, ma non riuscì a rinnovarlo nel 1873 ed in questa occasione fu scavalcato da Bell che nel 1876 brevettò il suo telefono. Su questo brevetto Bell costruì il suo impero economico. Molti pretendenti però si fecero avanti all’ufficio Brevetti statunitense il quale dovette mettere in piedi un’indagine per stabilire di chi fosse la vera paternità per poi promuovere una causa contro Bell.
 

Una storia di spionaggio

Bell, consapevole che l’eventuale riconosciuta paternità a Manzetti sarebbe stata per lui una minaccia, nel 1880 inviò ad Aosta un suo funzionario Horace Hamline Eldred, il quale con un atto notarile riuscì a portare via agli eredi del nostro inventore i diritti e il materiale relativo al telefono.
 
Quando vi fu la presentazione del telefono di Manzetti ad Aosta, si presentarono a casa sua due americani… quando poi Manzetti apprese della deposizione del brevetto di Bell nel 1876 si rese conto che quel nome gli era familiare. Erano forse il padre di Bell e Bell stesso che visitarono Manzetti nel 1865?? Chissà!
 
Definire Innocenzo Manzetti solo un inventore è riduttivo, egli fu infatti ingegnere, musicista, artista oltre che un abile meccanico.
 
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Come tutti gli inventori che non riescono a fare brevettare le loro opere… morì in povertà e la sua tomba si trova oggi al Cimitero di Sant’Orso, proprio dietro la Collegiata.
Mentre accanto al municipio della città di Aosta, in Via Xavier de Maistre, si può ancora vedere la sua casa rivestita da una particolare malta idraulica da lui stesso inventata…
 
Oggi presso il Centro Saint Bénin ad Aosta è allestito il “Museo Manzetti” dedicato a questo straordinario personaggio e alle sue invenzioni.
 
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Per approfondimenti visitare il sito ufficiale dedicato ad Innocenzo Manzetti: www.manzetti.eu