La stagione 2026 si apre con prestigiose mostre fotografiche al Forte di Bard.
- 1 Sebastião Salgado. Ghiacciai
- 2 Davide Toffolo. Parola di Pasolini. Fumetti, disegni, collage
- 3 Metamorfosi dello sguardo. Le Alpi immaginifiche
- 4 Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano
Sebastião Salgado. Ghiacciai
A quasi un anno dalla sua scomparsa, il Forte di Bard celebra l’opera del grande fotografo brasiliano Sebastião Salgado attraverso le sue fotografie dedicate ai più importanti ghiacciai del mondo. Famoso per gli scatti in bianco e nero, negli anni recenti Salgado ha consacrato il suo lavoro alla documentazione di uno degli ecosistemi più suggestivi e allo stesso tempo più a rischio: quello delle nevi perenni.
La mostra Ghiacciai, curata da Lélia Wanick Salgado e prodotta in collaborazione con Contrasto, si compone di 54 fotografie di grande formato affiancate da un omaggio al fotografo attraverso un video e un esteso apparato biografico. Il progetto rappresenta un’occasione unica di conoscenza e approfondimento della poetica dell’artista e, allo stesso tempo, offre la possibilità di affrontare uno dei temi più urgenti del nostro tempo, quello del cambiamento climatico, cui il Forte di Bard dedica da tempo iniziative di divulgazione scientifica.
Sebastião Salgado (1944-2025) non è stato solo un fotografo, ma un testimone instancabile della nostra epoca: attraverso il suo sguardo di attivista e umanista, ha documentato le metamorfosi sociali ed economiche del mondo.
All’interno della mostra che sarà visitabile dal 24 aprile al 27 settembre 2026, sono presenti approfondimenti scientifici oltre che un percorso inclusivo tattile per una maggiore e più inclusiva fruizione dei contenuti.
Davide Toffolo. Parola di Pasolini. Fumetti, disegni, collage
La mostra Davide Toffolo, Parola di Pasolini presenta tavole a fumetti, disegni e collage del graphic designer Davide Toffolo accompagna il pubblico dal 31/07/2026 fino al 08/11/2026 nel pensiero del celebre poeta e regista, attraverso la sua stessa voce. Ripercorrendo il percorso narrato nel romanzo a fumetti di Toffolo dal titolo “Pasolini”, pubblicato 25 anni fa, e oggi considerato un’opera fondamentale nella storia della graphic novel italiana, l’esposizione riflette su alcuni dei concetti espressi da Pier Paolo Pasolini con grande lucidità e profondità intellettuale.
La mostra è allestita nell’Opera Mortai e accompagna il visitatore in un itinerario all’interno della genesi del volume e del suo immaginario con un centinaio di tavole originali, disegni, collage, fotografie, documenti e materiali legati all’opera e alla produzione pasoliniana, che restituiscono la natura stratificata e profondamente poetica del progetto artistico di Toffolo.
Nel corso del racconto il confine tra autore e personaggio si dissolve progressivamente, dando vita a un dialogo simbolico tra Pasolini e Toffolo, dove il fumetto diventa strumento filosofico, poetico e civile. La mostra intende così restituire tutta l’attualità e la forza del pensiero pasoliniano, mostrando come la sua parola continui ancora oggi a interrogare il presente.
Metamorfosi dello sguardo. Le Alpi immaginifiche
La mostra Metamorfosi dello sguardo: le Alpi immaginifiche esplora l’evoluzione del paesaggio montano tra la fine del XVIII e la metà del XX secolo. Il percorso espositivo analizza il cambiamento del territorio, con un focus specifico sulla Valle d’Aosta e la valle di Chamonix, attraverso la pluralità di sguardi di artisti, scienziati e alpinisti che ne hanno documentato le trasformazioni nel tempo.
L’esposizione è allestita negli Alloggiamenti del Museo delle Alpi, si articola in sei sezioni e raccoglie oltre 70 opere – dai dipinti ai manoscritti, fino ai manifesti – che restituiscono dal 29 maggio al 1 novembre 2026 un racconto corale del mondo alpino. Dalle iconografie legate alla vita pastorale e agli elementi naturali, il racconto giunge alle nuove forme di antropizzazione legate al turismo e agli sport invernali, evidenziando i profondi mutamenti climatici e paesaggistici avvenuti nel corso dei decenni. Tra i capolavori, gli acquerelli di Giuseppe Pietro Bagetti dedicati alla discesa dal San Bernardo dell’armata francese nel maggio 1800, un’opera di William Turner sul Gran San Bernardo e pregevoli vedute rurali e di montagna firmate da maestri come Mario Calderini, Italo Mus, Mario Reviglione e Alessandro Lupo.
La mostra è parte del progetto DAHU, Développement et Adaptation des occupations HUmaines en montagne che si propone di analizzare sul territorio alpino transfrontaliero tra Italia e Francia, la relazione tra le variazioni climatiche, il paesaggio e le comunità umane, basandosi sulle evidenze materiali e immateriali giunte fino a noi.
Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano
Un nuovo ed inedito progetto fotografico al Forte di Bard. Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano è il titolo della mostra in programma dal 24 luglio al 18 ottobre 2026 che rivela, per la prima volta, un corpus di cento fotografie inedite tratte dall’archivio di Mario Dondero (Genova 1928 – Fermo 2015), grande fotoreporter e testimone civile del Novecento. Scatti mai pubblicati né esposti, riscoperti dal curatore durante una visita all’archivio due anni fa, restituiscono al pubblico uno sguardo radicale, antiretorico e profondamente umano che ha attraversato mezzo secolo di Storia.
L’archivio di Mario Dondero è un patrimonio vastissimo e ancora in parte inesplorato: centinaia di migliaia di immagini tra negativi in bianco e nero, diapositive e stampe professionali, accompagnate da oltre duecento quaderni di appunti. Tre le macro-sezioni tematiche: Memorie del presente, dedicata a manifestazioni e movimenti sociali collettivi; Sguardi politici, sui protagonisti della storia politica del Novecento; Verso il mondo, omaggio al quotidiano, ai gesti e alle vite degli ultimi, della gente semplice, incontrata in ogni angolo del pianeta. Un percorso che attraversa decenni e geografie ma rivela una linea coerente: la fotografia come scelta morale, come impossibilità di restare neutrali.
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