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Castello dei Sogni, visita ad Issogne

Varcato il pesante portone del Castello di Issogne ci si ritrova catapultati in una dimora rinascimentale, un’altra era fatta di fasti e ricchezze.
Il castello, soprannominato il castello dei sogni è una ricca dimora che lascia incantati tutti coloro che la visitano. Camminando nel cortile riccamente affrescato e nelle sontuose stanze è come fare un salto nel passato.
 

 

Il Cortile

Il cortile attuale risale alla fine del Quattrocento, quando Giorgio di Challant finanzia un importante cantiere per dare al cugino Filiberto orfano di padre una dimora degna del suo rango. I lavori eseguiti sono di grande impatto e di rara bellezza.
Subito all’ingresso il visitatore è accolto dalla fontana del melograno, una fontana in ferro battuto ricca di significati simbolici. Il Priore Giorgio di Challant in occasione del matrimonio di Filiberto di Challant regala questa fontana decorata con foglie di quercia e frutti di melograno per augurare alla giovane coppia unità e fecondità, l’auspicio ovviamente era quello di trascorrere la vita insieme e di avere molti figli.
La giovane coppia avrà un solo erede, Renato, che sarà uno dei personaggi più illustri di casa Challant.
 
Il cortile è abbracciato dalle pareti interne del castello, tutte riccamente affrescate con una serie di scudi. Si tratta del Miroir pour les enfants de Challant, una sorta di albero genealogico fatto con gli stemmi araldici della famiglia con l’intento di far conoscere ai giovani rampolli quali fossero le loro nobili origini.
 

Gli affreschi del Castello di Issogne

le lunette… questo gioiello dell’arte medievale. Nel porticato, sotto la cappella del castello ed accanto all’ingresso originario si trovano gli affreschi che maggiormente descrivono l’anima del castello. Qui Giorgio di Challant ha commissionato alla bottega di Maître Colin (attivo anche nella Collegiata di Sant’Orso) una serie di affreschi che rappresentassero la vita dell’epoca. Le lunette raffigurano infatti le botteghe del tempo come quella del sarto o del fornaio o del pizzicagnolo.
 
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La lunetta del corpo di guardia colpisce il visitatore per la schiettezza con cui è rappresentata la quotidianità dei soldati al castello, intenti a giocare e a rilassarsi anziché abbracciare le armi per difendere il proprio signore! La lunetta più variopinta è sicuramente quella del mercato dove si vede ogni sorta di frutto e di ortaggio a simboleggiare la fecondità e l’abbondanza della terra. Poco oltre la lunetta dello speziale in cui l’osservatore si ritrova all’interno di una farmacia d’antan ed ogni personaggio ha un suo ruolo ben preciso… in particolare lo straccione nell’angolo in basso a destra intento a pestare le erbe in un mortaio. Una rappresentazione della società dell’epoca dove la nobildonna fa acquisti, il titolare fa di conto ma dove anche l’ultimo della società riesce a trovare un lavoretto dignitoso!
 
I muri del porticato sono inoltre ancora oggi testimoni della storia e delle vicende del castello, osservando le lunette è impossibile non notare i numerosi graffiti, incisioni lasciate col pugnale dagli ospiti del castello che hanno lasciato scritte in tutte le lingue latino, francese, spagnolo… date e frasi ma anche talvolta attacchi politici oppure lunghe poesie d’amore!
 
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Le stanze del castello Issogne

Entrando nel castello tutte le stanze sembrano trasudare di Medioevo e della mano del colto e raffinato Priore che ha lasciato tracce di sé in ogni dove.
La stanza del Priore al secondo piano, anch’essa affrescata, era il rifugio di Giorgio di Challant a Issogne. Ogni angolo è a lui dedicato, a cominciare dallo stemma dipinto sul caminetto o dal soffitto a cassettoni con la Croce di San Maurizio che ricorda l’appartenenza del Priore a questo Ordine. Accanto si trova l’oratorio privato, un luogo estremamente intimo in cui potersi ritirare in preghiera. Proprio qui abbiamo il privilegio di poterlo vedere Giorgio di Challant, raffigurato in ginocchio ai piedi della croce in un momento di preghiera.
 
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Accanto a questa stanza si trova la Camera del Re di Francia, la più bella e sontuosa riccamente affrescata con decorazioni che omaggiano ai Valois. La stanza all’inizio del Cinquecento fu la camera da letto di Renato di Challant e della sua seconda moglie, Mencia di Braganza. Le loro iniziali erano ricamate in oro sul copriletto in damasco e anche sulla tappezzeria ai muri…. Che lusso e che sfarzo!
 
Scendendo la scalinata in pietra si arriva alla Sala Baronale. Qui Giorgio di Challant non ha badato a spese e ingaggiò un atelier fiammingo per decorare la sala principale del castello. Da un lato campeggia il Giudizio di Paride un po’ rivisitato in chiave medievale mentre ai lati si può scorgere un paesaggio nordico fatto di fiumi navigabili e case a graticcio. Una sorta di paesaggio “esotico” per l’epoca che suggerisce come le maestranze che lavorarono qui provenissero addirittura dal Nord Europa.
 
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Questo gioiello nel corso dei secoli ha incantato numerosi artisti, in particolare Vittorio Avondo, pittore piemontese appassionato di medioevo che nel 1872 acquistò e ristrutturò il castello per venirci a vivere. Questa dimora lui e altri intellettuali del tempo la chiamavano il Castello dei Sogni! Dopo averlo visitato capirete anche voi il perché…
 

Renato di Challant: il Conte più illustre

Renato e Mencia furono una coppia felice dal cui matrimonio nacquero due figlie. Una di esse, Filiberta, la sera prima delle nozze col rampollo scelto per lei dal padre si diede alla fuga con lo scudiere, dando un dispiacere enorme ai genitori, mentre la sorella il giorno delle nozze dovette coprire la vergogna indossando l’abito da sposa!
 
Renato, uomo dal grande valore politico, ebbe una vita amorosa sventurata. La prima moglie infatti Biancamaria dopo poche settimane dal matrimonio fuggì dal Castello di Issogne per rifugiarsi tra le braccia di numerosi amanti. Accusata di omicidio venne decapitata a Milano… ancora oggi il suo fantasma infesta il castello.
 

 
Fatevi accompagnare da una guida turistica della Valle d’Aosta alla scoperta del Castello di Issogne, il Castello dei Sogni.
I gruppi accompagnati da una guida turistica hanno i turni di visita riservati e garantiti, evitando inutili attese. La prenotazione dell’ingresso è totalmente gratuita.
 
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Foto su effettuate su concessione della Regione Autonoma Valle d'Aosta