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Festa del Pane Nero in Valle d’Aosta

Così rivive la tradizione

 
A metà ottobre in Valle d’Aosta si celebra la Festa del Pane Nero, “Lo Pan ner – I pani delle Alpi”, un evento di tradizione che coinvolge ben 50 comuni della regione! Da alcuni anni La Festa del Pane Nero è un evento transfrontaliero organizzato contemporaneamente in Lombardia, in Piemonte e nel Cantone svizzero dei Grigioni.
 

 

Cos’è la Festa del Pane Nero

Fino al secondo dopoguerra era ancora diffusa in Valle d’Aosta la coltura cerealicola, i campi di segale e frumento arrivavano ai 2000 metri di quota. Si trattava di coltivazioni adatte a queste altitudini perche molto resistenti sia al freddo che alle erbe infestanti.
 
La vita era scandita dai ritmi della natura, dalla semina al raccolto, dalla fienagione alla transumanza. Ogni mese prevedeva una fase diversa: a settembre la semina, a luglio la mietitura che avveniva all’alba quando era più fresco e poco umido. Alla mietitura seguiva poi il trasporto dei covoni, cioè dei fasci di cereali che avveniva a dorso di mulo.
 

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Foto di Elena Porté


 
I covoni venivano portati nell’aia dove avveniva la separazione del chicco dalla paglia mediante la battitura. Il grano veniva poi versato in un apposito contenitore, detto artse, dove veniva consevato per circa tre mesi. Il grano così conservato veniva poi macinato nel mulino del villaggio ed intorno San Martino (11 novembre) iniziava la panificazione e poi la consegna dei pani a tutte le famiglie.
 
La cottura dei pani era un’attivita molto attesa durante l’anno. L’operazione più delicata e anche più costosa era il preriscaldamento del forno, infatti era necessaria molta legna per portare il forno a temperatura. La cottura dei pani terminava sotto Natale consentendo a tutte le famiglie di godere di pane fresco durante le feste.
La produzione del pane coinvolgeva le famiglie e la comunità con ruoli ben precisi: le donne impastavano la farina e realizzavano le forme di pane mentre gli uomini infornavano e seguivano la cottura.
Poiché il pane era prodotto una volta all’anno, era fondamentale la sua conservazione.
 
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Il pane veniva riposto in genere in solaio in apposite rastrelliere in legno dette ratelé, appese al soffitto, per evitare che i roditori potessero banchettare di un bene così prezioso.
Sotto il forno vi era sempre un ampio spazio per raccogliere le ceneri, infatti queste ultime non venivano buttate ma utilizzate per lavare i panni.
Ogni villaggio aveva i suoi mulini e i suoi forni oltre che la cappella, la scuola e la latteria. Questi edifici costituivano caposaldi intorno ai quali ruotava la vita rurale di un tempo
La cottura del pane era anche considerata un momento di festa e di socializzazione, sopratutto per i bambini. Il tutto si svolgeva in un’atmosfera festosa e allegra, che la Festa du Pan Ner vuole in qualche modo recuperare riaccendendo i forni dei nostri paesi.
 

La Festa del Pane Nero a Perloz

A Perloz, all’imbocco della Valle del Lys. Un piccolo paese abbarbicato sulla montagna dove in passato gli abitanti fecero un lavoro enorme ralizzando decine di terrazzamenti con muri a secco, che partendo dal fondo si sviluppano verso l’alto.
 
Gli abitanti realizzarono anche una roggia, chiamata il “Ru dou Pan Perdu”, ovvero la roggia che toglie campi alla segale. Dai documenti medievali risulta che Perloz avesse 5 forni autorizzati dai Signori Vallaise. Il più importante di questi era situato a Marine nella “Maison de la Confrérie des Rogations”. L’attuale forno usato per la manifestazone risale al 1924 poiché per costruire la scuola del villaggio si demolì la casa della confraternita e del forno comunitario
 
Un tempo qui si panificava due o tre volte all’anno (inizio dicembre – fine marzo – fine luglio), un giorno per ciascuna famiglia. Ogni famiglia poteva cuocere anche pani insaporiti con castagne secche, chiamati “pan dé creuvve”.
 

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Mulino des Glacières – Perloz


 
Più a monte del villaggio si trova il mulino, detto Mulino di Glacières che era azionato dalle acque del Ru di Marine. La sua prima citazione risale al 1501, si tratta di un atto di infeudazione a dei conduttori dai Signori di Valleise, proprietari dell’impianto. Il mulino continuò ad essere gestito fino al 1576 da privati per poi passare alla comunità del villaggio di Marine che all’inizio del XVII secolo installò una seconda macina.
 
Oltre a questo mulino nel corso del Seicento erano attivi, lungo il torrente Nantey, altri 4 impianti situati a Ruines, La Colloyra e Fontanelles. A 1400 m di altitudine, in località Chichalin vi era un luogo di estrazione delle macine.
 
Poco lontano dalla frazione di Marine, si trova un luogo incantato trasformato in villaggio d’arte dalle abili mani dello scultore Pino Bettoni: Chemp. La Festa del pane nero può essere l’occasione per visitare questo luogo abbandonato, ricco di storia e animato oggi da numerose opere d’arte che come amabili custodi vegliano sulle case.
 

La Festa del Pane Nero a La Magdeleine

A La Magdeleine, nella Valtournenche, sono numerose le citazioni nei documenti antichi riguardanti i forni e i mulini . La località vanta ancora oggi la presenza di ben otto mulini, alimentati dalle acque di un piccolo torrente.
I mulini di La Magdeleine conservano ancora un grande fascino, un sentiero detto “il Sentiero dei Mulini” consente di vederli tutti in quanto essi sono allineati. Sette di questi mulini sono stati ristrutturati e tre di essi ancora ora in grado di macinare i cereali che un tempo venivano coltivati nel paese.
 

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Mulino La Magdeleine


 
La particolarità di questi mulini sta proprio nel fatto che siano disposti in fila, una sorta di catena per sfruttare il più possibile la poca acqua disponibile. I mulini funzionavano grazie alla ruota idraulica orizzontale, in presa diretta, cioè senza l’uso di ingranaggi o meccanismi, rispetto alle macine.
Tutti i mulini di La Magdeleine avevano dei nomi, che derivano dalla loro posizione, dal nome dei proprietari o della famiglia che li aveva costruiti.
In località Messelod si trova ancora oggi un forno datato 1889. La “bocca” ha forma triangolare ed è stata realizzata utilizzando una pietra per ciascun lato del triangolo.
 
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Forno La Magdeleine


 
Anche nel centro di Vieu si trova un forno che è stato oggetto di un moderno restauro per rendere più comodo e funzionale il suo utilizzo. A piano terra si trova il forno vero e proprio, mentre al piano superiore vi è un locale per l’impastatura e la lievitazione del pane.
 
Per maggiori informazioni sulla Festa del Pane nero consulta il sito ufficiale qui
 
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