vini della valle d'aosta

Vini della Valle d’Aosta simbolo della viticoltura eroica

La Valle d’Aosta è la regione più piccola d’Italia, la più arida d’Europa e con un territorio completamente montuoso; pertanto se si pensa alla Valle d’Aosta la mente va subito allo sci, al trekking o alle passeggiate in montagna.
Eppure qui la viticoltura esiste da almeno 2000 anni!
La Valle d’Aosta è infatti ricca di vigneti che crescono lungo i pendii più assolati della valle centrale e dai quali si producono gli eccellenti vini della Valle d’Aosta.
In questo articolo troverete un breve excursus sulla viticoltura e sui vini della Valle d’Aosta che potrete scoprire in piacevoli tour gastronomici.

Storia della viticoltura in Valle d’Aosta

La vite in Valle d’Aosta è stata probabilmente importata dai romani nel I secolo a. C., mentre la più antica testimonianza scritta che attesti la presenza della viticoltura in Valle risale al 1032 e si trova in un atto di compravendita di vigneti. Dopo un lungo periodo di oblìo bisogna attendere gli anni Cinquanta del Novecento perché si compresero le potenzialità della viticoltura. In quel tempo venne istituita l’École Pratique d’Agriculture oggi noto come Institut Agricole Régional.

Negli anni Settanta poi nacquero le prime Cantine Cooperative che svolgono ancora oggi un ruolo molto importante nella trasformazione delle uve e nella diffusione dei vini valdostani. Oggi le cooperative presenti sul territorio sono 6 a cui si aggiungono numerosi piccoli produttori privati molto apprezzati nel panorama enologico italiano ed internazionale.

Viticoltura eroica a Donnas

Vigneti a Donnas

Caves de Donnas

Cooperativa Les Caves de Donnas

La superficie coltivata

Situata nel cuore delle Alpi la Valle d’Aosta gode di un clima eccezionale grazie alle montagne che fanno barriera ai fronti freddi e alle perturbazioni piovose provenienti da nord. Le condizioni ideali per la vite grazie anche al tipo di terreno calcareo-sabbioso, le forti escursioni termiche e la ventilazione che mettono a riparo le coltivazioni dai parassiti.

I terreni vitati, in prevalenza di origine morenica, sono poco meno di 500 ettari di cui oltre 300 destinati alla produzione di vini a denominazione di origine. La coltivazione della vite è situata per lungo il corso della Dora Baltea ed è disposta su terrazzamenti sostenuti da muretti in pietra. Essa si snoda in meno di 90 chilometri partendo dal confine con il Piemonte fino a raggiungere Morgex, paese ai piedi del Monte Bianco.

Il paesaggio vitato si caratterizza per la fittezza degli impianti che è decisamente superiore alle altre zone vitivinicole italiane. Questo è dovuto alla volontà dei viticoltori valdostani di raggiungere l’ottimizzazione delle ridotte dimensioni delle proprietà per ottenere adeguate rese per ettaro.
 

vigneti aymavilles

Vigneti Ad Aymavilles

Botti invecchiamento vino

Caves des Onze Communes a Aymavilles


 

Vitigni autoctoni della Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta sono riconosciuti idonei alla coltivazione ben 38 vitigni tra nazionali ed internazionali, ma alcuni di questi sono vitigni autoctoni come il Prié Blanc, il Fumin, il Cornalin o il Neyret.

Alcune varietà importate, nel tempo, hanno generato biotipi particolarmente adattati alle condizioni climatiche locali; un esempio su tutti è il biotipo valdostano di Nebbiolo, chiamato Picotendro.

Le principali varietà a bacca rossa coltivate in Valle d’Aosta sono il Petit rouge, Nebbiolo, Pinot Noir, Gamay, Fumin, Cornalin, Mayolet e Syrah.

Tra le principali varietà a bacca bianca coltivate in Valle d’Aosta vi sono il Prié Blanc, Moscato Bianco, Chardonnay, Pinot Gris e Petite Arvine.

Vini rossi della Valle d’Aosta

Il Petit rouge è il vitigno a bacca rossa più coltivato in Valle d’Aosta; esso è considerato l’autoctono per eccellenza. Spesso viene vinificato in assemblaggio con uve di altri vitigni, per lo più autoctoni, come il Fumin, il Mayolet, il Cornalin e il Vien de Nus, in percentuali che possono variare tra il 15% e il 40% secondo quanto previsto dal disciplinare di produzione.

Il Nebbiolo in Bassa Valle da Donnas a Montjovet è denominato Picotendro, col quale si producono vini di alta qualità come il Donnas DOC. Si tratta di un vino altamente qualitativo e di lunga vita che viene vinificato in gran parte in purezza.

Secondo al Petit rouge per diffusione tra gli autoctoni, il Fumin, è un ottimo vitigno da assemblaggio anche se oggi sono moltissime invece le aziende che lo vinificano in purezza, utilizzando lunghi affinamenti sia in legno che in acciaio.

Tra i vini rossi valdostani più apprezzati, oltre al Donnas, ricordiamo l’Enfer d’Arvier e il Torrette.

Vini bianchi della Valle d’Aosta

Un tempo coltivato in tutta la Valle d’Aosta oggi il vitigno Prié blanc viene coltivato solo ai piedi del Monte Bianco, nei comuni di Morgex e di La Salle dove le aspre condizioni climatiche non permettono il successo di altre varietà. Le caratteristiche delle uve consentono anche di fare un ottimo spumante con metodo classico.
Negli anni Sessanta fu introdotto il Muller Thurgau, mentre negli anni Settanta è la volta dell’autoctono svizzero Arvine ed infine negli anni Ottanta dello Chardonnay.

Il Moscato bianco è un vitigno coltivato in Valle d’Aosta da tempo immemorabile, le testimonianze più antiche risalgono al 1300, così come il Pinot grigio, che era presente in Valle d’Aosta già in epoca medievale ed era noto col nome Malvoisie, lo stesso nome con cui è conosciuto oggi nel Canton Vallese.

Tra i vini della Valle d’Aosta bianchi più apprezzati vi sono il Nus Malvoisie, il Blanc de Morgex et La Salle e il Chambave Muscat. Quest’ultimo è molto ricercato nella versione flétri, ricavato cioè dai grappoli migliori lasciati appassire in particolari ambienti arieggiati e riparati dal sole.

Vini del ghiaccio della Valle d’Aosta

Altra specialità valdostana sono i vini da dessert o da meditazione prodotti con la tecnica degli Eiswein ovvero vini del ghiaccio. La produzione degli Eiswein avviene lasciando appassire il grappolo sulla pianta fino a quando la temperatura scende 7-10°C sotto lo zero termico, in modo da poter estrarre unicamente il mosto degli acini più maturi.
Tra questa varietà di vini ricordiamo lo Chaudelune Vin de Glace prodotto dalle Caves Mont Blanc di Morgex et La Salle. Un incredibile vino bianco ottenuto dalla vendemmia notturna dei grappoli di Prié Blanc biotipo Blanc de Morgex. La vendemmia avviene alle pendici del Monte Bianco (1200 m di altitudine) durante le prime gelate a temperature tra -6° e -10. La pressatura avviene alle prime luci dell’alba per poi affinare per 12 mesi.
 

Vigne sotto la neve a Morgex

Vigne sotto la neve a Morgex

Vigne più alte d Europa a Morgex

Vigne più alte d Europa a Morgex


 

Vini della Valle d’Aosta DOC

La storia della Denominazione di Origine Controllata in Valle d’Aosta ha inizio nel 1971 quando il vino Donnas per primo ottenne tale riconoscimento, seguito l’anno successivo dall’Enfer d’Arvier.
Nonostante le sue piccole dimensioni, la produzione vitivinicola Valdostana presenta una notevole varietà. Dal 1985 in Valle d’Aosta esiste una sola DOC denominata Valle d’Aosta o Vallée d’Aoste DOC.

Essa si caratterizza poi per la presenza di 7 sottozone (Blanc de Morgex et de La Salle, Arnad-Montjovet, Donnas, Chambave, Enfer d’Avrier, Torrette e Nus).
Non esistono vini della Valle d’Aosta con marchio IGP o IGT né, al momento, DOCG.

L’Enfer Arvier DOC è un vino rosso, dal sapore intenso e corposo e dal colore rubino è ricavato per l’85% da uve Petit rouge.

Il Vallée d’Aoste Donnas DOC è un vino importante, tanto da essere definito “il fratello montano del Barolo”. Per la sua produzione si usano uve di Nebbiolo, localmente denominato Picotendro per almeno l’85%.

Il Nus Rouge secondo la leggenda sarebbe stato apprezzato già da Ponzio Pilato in quanto risultava essere vigoroso e piacevolmente asciutto. Oggi, per la produzione del Vallée d’Aoste Nus Rouge DOC, si rispetta un rigido disciplinare che prevede l’utilizzo di Vien de Nus (per un 50%), di Petit Rouge (30%) e di altri vitigni autorizzati.

Il Vallée d’Aoste Torrette DOC è un rosso armonico, dal sapore secco e asciutto, ed è attualmente il vino valdostano prodotto in maggior quantità. La sua area di produzione è la più vasta tra le DOC di zona, interessando ben undici comuni situati tutti nei dintorni del capoluogo
Il Vallée d’Aoste Blanc de Morgex et de La Salle DOC è ricavato da uve raccolte nei vigneti più alti d’Europa, ai piedi dell’imponente massiccio del Monte Bianco. Il Prié Blanc è l’unico vitigno autoctono valdostano a bacca bianca ed è ancora oggi franco di piede.

Vini della Valle d’Aosta: gli spumanti

Negli ultimi anni è aumentata la produzione di spumanti metodo classico. In particolare presso la Cave Mont Blanc dove con l’unico vitigno autoctono a bacca bianca della Valle d’Aosta, il Prié Blanc, si produce la Cuvée des Guides. Si tratta di spumante metodo classico le cui fasi di spumantizzazione e dégorgement avvengono nella stazione intermedia dello Skyway Monte Bianco 2173 m di altitudine dove le caratteristiche influenzano e determinano la qualità del perlage particolarmente fine e persistente.

Particolare nel panorama valdostano il Triskell, uno spumante rosato brut metodo classico della cooperativa CoEnfer. Prodotto con uve Mayolet, il Triskell è un vino da tutto pasto, dall’aperitivo al dolce.

Contattami per degustare i migliori vini della Valle d’Aosta e le eccellenze locali, saprò consigliarti tour gastronomici e degustazioni nelle le migliori aziende locali.

 

“La vita è troppo corta per bere dei vini cattivi” (Luigi Veronelli)

ALCUNE FOTO SONO TRATTE DAL SITO DELLE CAVE MONT BLANC