Case Walser Gressoney

Case Walser Gressoney

I villaggi e le tipiche case Walser Gressoney

Chi vuole conoscere le tipiche case Walser presenti in Valle d’Aosta non può non percorrere la Valle di Gressoney!

Superato l’orrido di Guillemore, che da secoli costituisce lo spartiacque tra la terra dei Walser e il resto della vallata, il paesaggio muta, così come la architettura e la lingua dei suoi abitanti, siamo infatti nella terra dei Walser dove tutto è pervaso dalla antica origine germanica dei suoi abitanti.

Chi sono i Walser

I Walser sono una popolazione di origine germanica che colonizzò le terre intorno al Monte Rosa stanziandosi in diverse vallate: Valle di Gressoney, Val d’Ayas, Val Formazza, Valsesia e Valle Anzasca.

I Walser erano abitanti dell’alto Vallese, detti Walliser, da cui la contrazione in Walser, che a partire dal XII secolo e fino al XIV si erano insediati in vaste zone delle Alpi italiane, svizzere, austriache e francesi.
Il massiccio del Monte Rosa che oggi lo vediamo ammantato di ghiacci perenni, tanto da sembrare una invalicabile barriera tra i due versanti alpini, in epoca medievale era in realtà un vero crocevia. Al tempo numerosi passi alpini infatti erano liberi dai ghiacci e percorribili non solo a piedi, ma anche con carri e bestiame!

I primi insediamenti delle colonie Walser nelle zone alte di Issime e nei due Gressoney sono collocabili tra il XII e XIII secolo. Essi giunsero in Valle attraverso il colle del San Teodulo e da altri passaggi come per esempio il Colle del Felik o il Colle del Lys; e colonizzarono la testata della Val d’Ayas e della Valle di Gressoney.

Lingua e tradizioni Walser

Uno degli elementi che più caratterizza la cultura Walser è la lingua.

Le parlate locali ovvero il töitschu a Issime e il titsch a Gressoney- Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité assomigliano profondamente ai dialetti alemannici del cantone svizzero del Vallese da dove provenivano i primi Walser. Non stupisce, passeggiando i questi paesini, sentire ancora gli abitanti del luogo chiacchierare usando il loro particolare dialetto.

Tra le più belle manifestazioni legata alle tradizioni Walser vi è sicuramente la festa per il santo patrono di San Giovanni Battista a Gressoney-Saint-Jean. In quell’occasione la statua del santo viene portata in processione per le vie del paese e le donne vestono il tradizionale costume Walser.

Il costume femminile Walser di Gressoney è forse il più bello della Valle d’Aosta, i colori dominanti sono il nero, il rosso e l’oro. La cuffia femminile, realizzata in filigrana dorata, è tramandata di madre in figlia e costituisce il simbolo di questo costume. Il costume maschile invece si compone di giacca e pantaloni in panno nero, camicia bianca a collo aperto, gilet in panno rosso, calze bianche fino al ginocchio e scarpe nere con fibbia in metallo. Il copricapo è nero ed abbellito da alcune piume d’aquila.
 

Costume tradizionale di Gressoney

Costume tradizionale di Gressoney


 
Anche la Regina Margherita durante i suoi soggiorni estivi a Castel Savoia amava molto indossare il costume tradizionale proprio per sentirsi parte di questa comunità, tanto da farsi ritrarre nel 1890 dal pittore Giuseppe Bertini proprio indossando il costume tipico Walser. Il suo costume però non aveva la cuffia dorata, ma un cappello a falde larghe ed un bastone da passeggio.

I villaggi Walser

L’elemento caratterizzante del paesaggio nella parte alta della Valle di Gressoney è sicuramente l’architettura impiegata per costruire le case Walser di Gressoney.

I villaggi Walser, fondati in epoca medievale, periodo in cui vi fu la colonizzazione delle terre ai piedi del Monte Rosa da parte di questa popolazione di origine germanica, erano di tipo “diffuso” cioè le case erano costruite vicino ai pascoli e agli alpeggi costituendo tanti piccoli agglomerati. Nella zona più sterile di questi si costruivano le case che costituivano così tanti piccoli villaggi dotati spesso di cappelle e di forno, talvolta anche di mulini. Questi villaggi erano situati nelle zone più impervie, ben soleggiate e al riparo da pericoli naturali come valanghe o frane. Il collegamento viario tra tutti i villaggi era garantito da un sentiero.

La civiltà Walser era essenzialmente rurale, dedita all’agricoltura e alla pastorizia e anche la casa era di tipo rurale, fatta in legno. I ricchi boschi di conifere fornivano il larice necessario per le costruzioni, che seguivano un modello ben preciso. Tutte la parti dell’edificio fatte in legno utilizzavano una tecnica particolare fatta ad incastro e eliminando completamente l’utilizzo di chiodi.

Villaggio Walser a Gressoney

Villaggio Walser a Gressoney

Casa Walser di Gressoney

Casa Walser di Gressoney

Gli Stadel

Gli stadel (stoadal a Issime) nascono di pari passo con la diffusione della cerealicoltura ed avevano la particolarità di avere dei pilastrini a forma di fungo che superavano le due parti della casa. La parte inferiore in pietra era adibita a cantina oppure a stalla con accanto c’era la zona abitativa (Wohngade). La parte superiore era adibita a granaio.

Gli stadel avevano i caratteristici “funghi”, ovvero dei i pilastrini servivano a tenere lontano i roditori e l’umidità dai preziosi cereali, prevalentemente segale.

casa walser

Casa Walser

Nel Seicento la casa si trasforma e i tradizionali stadel lasciano lo spazio ad edifici su più piani.
Al pian terreno la stalla, con la cantina e la Wohngade. La Wohngade era punto di ritrovo per le famiglie che qui trascorrevano le lunghe serate invernali tra racconti e piccoli lavoretti artigianali.
Al piano superiore la cucina col focolare in pietra, la Wohnstube ovvero l’unica stanza riscaldata con una bella stufa in pietra ollare e le camere. Infine nella parte più alta della casa c’era il fienile con la dispensa.
La salita ai vari piani era garantita da una scala interna; gli ampi balconi servivano a far essiccare il fieno.
Talvolta accanto a questo edificio si trovava un piccolo granaio in legno, dove custodire i cereali.

Il vallone di San Grato a Issime e le frazioni delle due Gressoney sono ancora oggi testimoni di questo mondo rurale.

Casa Vallone San Grato

Casa nel Vallone San Grato

Casa Vallone S. Grato

Casa nel Vallone S. Grato

Villaggi Walser della Valle di Gressoney e della Val d’Ayas

Passeggiando a Issime e a Gressoney o percorrendo la Valle d’Ayas è possibile ancora oggi visitare incantevoli villaggi Walser magnificamente conservati in cui il tempo sembra essersi fermato.

Di seguito i più bei villaggi dove ammirare le case Walser a Gressoney, Issime e Ayas

  • A Noversch e Eckò di Gressoney-La-Trinité si trovano alcuni stadel di pregio, un antico forno e una graziosissima cappella affrescata
  • I villaggi di Alpenzu Grande e Alpenzu Piccolo, posizionati su un terrazzamento di origine glaciale, conservano ancora la tradizionale architettura rurale Walser inoltre da qui vi è una magnifica vista sulla catena del Monte Rosa
  • A Gressoney-Saint- Jean in frazione Greschmatto si trovano ancora antiche abitazioni Walser risalenti al Seicento
  • Nel Comune di Issime il Vallone di San Grato conserva numerosi stoadal, alcuni di essi superbamente ristrutturati, oltre che una graziosa chiesetta dedicata a San Grato.
  • Ad Ayas numerosi sono i villaggi Walser come il villaggio di Graines, situato a poca distanza dal bel castello di Graines, conserva ancora l’antica scuola di villaggio; il magnifico villaggio di Mascognaz oggi diventato un albergo diffuso oppure il vicino villaggio di Cuneaz che conserva alcuni dei più bei esemplari di raccard.
  • La parte alta della Valle d’Ayas, denominata “Canton des Allemands” testimonia la frequentazione di queste zone da parte di genti di origine germanica di cui ci è rimasto solamente il toponimo.
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    Villaggio Walser di Mascognaz in inverno

    Villaggio Walser di Mascognaz in inverno

    Cheneil in Val d Ayas

    Cheneil in Val d Ayas

    Villaggio di Eckò a Gressoney

    Villaggio di Eckò a Gressoney


     

Il sentiero Walser

Per chi ama camminare a piedi e vuole vivere appieno il mondo Walser, si consiglia di percorrere a piedi il bel sentiero Walser, che una volta univa tutti i villaggi e gli alpeggi. Si sviluppa ad un’altezza media ed è un vero e proprio balcone panoramico sul Monte Rosa. Questa escursione consente di vedere da vicino gli antichi “stadel” attraversando boschi e praterie.
Per i più arditi il Grande Sentiero Walser propone invece un lungo itinerario che collega la Valle del Lys, la Val d’Ayas fino al Colle del Teodulo in Valtournenche.

L’Ecomuseo Walser

I posti migliori dove conoscere la storia dei Walser, i loro costumi e le loro tradizioni sono il Walser KulturZentrum di Gressoney-Saint-Jean e l’Ecomuseo Walser di Gressoney-La-Trinité.
Il museo è allestito in un’antica casa rurale del 1700 ripropone l’autentica atmosfera di una casa walser. Suddiviso su due livelli questo antico stadel conserva il Wohngade, ovvero la stalla-abitazione, la cantina e il granaio usato come dispensa.
Nelle stanze dell’ecomuseo sono inoltre allestite mostre permanenti dedicate ai Walser ma anche al territorio,in particolare al Massiccio Monte Rosa.

Ecomeseo Walser a Gressoney La Trinitè

Ecomeseo Walser a Gressoney La Trinitè

Il centro di Gressoney Saint Jean, con le sue ville borghesi ed il nuovo centro storico dal volto turistico nato grazie alla frequentazione della Regina Margherita che decise di costruire qui la sua residenza estiva ci raccontano di altre vicende.
Ma questa è un’altra storia …

Scopri con una guida turistica locale i villaggi e le case Walser Gressoney, la loro architettura e le tradizioni locali per un viaggio nelle tradizioni alpine.

IMMAGINE DEL COSTUME DI GRESSONEY TRATTA DAL SITO WWW.MONTMARS.IT